Cose perdute
Tagliare le ali
alla speranza
con cesoie di rabbia
e gettarsi
tra le braccia
della notte
Era un diamante purissimo
il mio amore
e splendea
Tu, cieca,
in lama lo mutasti
La mia ragione collassa
soffocata da una coltre
di follia
Questo collare
stringe a sangue
ma non fa male
Stanco
e con un nero mantello d'ira
mi aggiro per l'inverno
Guardo il clima
e svegliandomi
da un sonno troppo lungo
spero che un po'
di quel gelo
mi entri nel cuore,
stupido metronomo impazzito,
e ponga fine
al suo odioso ticchettio
E' lunga
ma confortevole
la notte sul colle della disperazione,
giaciglio dell'umana mortalità