Consolazione


Toccammo la nostra pelle
con dita di acciaio
gelide ed affilate
per sottrarci alle grinfie
di ricordi insostenibili

Gettammo un ponte
tra la noia e la disperazione
e lo chiamammo rabbia

Amammo in segreto
ogni lama o spina
- perfino chiodi arrugginiti
e da oggetto
della nostra furia
ne divennero, ahimè,
cagione

Piangemmo lacrime
su un piatto
troppo vuoto per sfamarci
e troppo colmo perchè le ossa
potessero sopportarlo

Trionfammo infine passando
nell'inconsistenza e nel vuoto
uscendone fiacchi ed impauriti

Mai potemmo gioire
della nostra conquista
perchè venne la morte
e ci graffiò l'anima

 

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