Che tocca alle stelle raccontare


Un fiume divino nelle ossa
come vampa animarsi
e dal chiarore lunare mossa
lunga attesa di parole da dirsi

Gelido il silenzio sospira
quando muove l'ansia le mani
e nella notte l'incapace s'adira
vedendo i suoi sforzi risultar vani

La colpa è muta, chiede disprezzo;
nulla perfetto, tutto amaramente finito
quasi capire il fine dell'atomo grezzo

Sfugge beffardo dalla ragione concepito
questo truce di rimorso vestito vezzo
dolore, forse, volontà, una costosa fede al dito

 

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