Canto
Sia grato il giorno all'estasi del sonno
che culla lo spirito delle cose
e congiunge i desideri all'alba
Sia grato il sole alla premura della notte
che alberga in prigioni di ghiaccio
e profuma il respiro di stelle
Sia grato il calore al freddo eterno
che nella sua nefasta crudeltà
lo fa splendere forte e maestoso
Sia grata l'acqua alle rocce
che si lasciano soggiogare
per far sì che essa scorra su di loro
La luce non è una chiarezza
ed il buio non è tenebra;
sole e luna si oppongono
per fare del necessario il bello
Piange l'essere triste
e lento sprofonda nel dolore;
tutto di fuori intanto
ride e gioca felice
Figli miei, siate per la terra
un melodioso canto ristoratore;
giammai cedete alla tentazione
delle acque lente del Lete