Apocalisse


Vidi tre luci sfolgorare nell'oscurità
deflagranti cinsero l'eterno
e ad ognuna diedi un nome,
e furono nomi di schiavitù:
passione, sapienza e morte;
perchè libero soltanto è l'uomo
che non sente, che non conosce
e che non muore; libero soltanto
è l'uomo che non è

Vidi la mia pelle essudare sangue
e le mie dita divenire di roccia

Vidi il cielo lacerarsi come tessuto
vivente e ne intravidi immagini
di lussuria e di dolore

Vidi le montagne frantumarsi
e l'acqua divenire vino
e l'erba ricoprire tutte le cose stritolandole

Vidi la terra rigurgitare forme oscene
ed una legione di pesci nuotare nell'aria

Vidi le piante salire al firmamento per
aggrapparsi alle stelle e divorarne la luce

Vidi le tre età del genere umano
succedersi e tutto mi sembrò senza tempo:
tutti furono creati sani ed in loro
tutto era uguale, mistici simulacri
dell'unica arcaica libertà a loro concessa,
il dono dell'esistenza

E niente desideravano perchè
niente sentivano, niente conoscevano
ed eterna era la loro vita

Nacquero poi i folli, ed in loro
massima risplendeva
la fiamma della libertà:
essi sentivano, conoscevano
ed uccidevano; la loro vita divenne
la creazione della libertà

Ed allora i folli presero
il sopravvento sui savi,
e tutto l'universo pianse
per l'orrendo misfatto

Infine venne il tempo
in cui tutto fu conosciuto
ed essi presero ad uccidersi
perchè la loro unica passione
divenne la morte

Finchè non rimase che
il re dei folli, che si proclamò messia
ed iniziò a conoscere la solitudine,
e scoprì che niente altro era mai stato
così doloroso e che niente più
avrebbe potuto sentire

E realizzò di non poter più uccidere,
e prese così ad uccidere la morte

Dalle sue spoglie fu generato il tempo
ed ora io, re dei folli, l'ho distrutto

 

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