Agave
Or mira l'agave solitaria
porger il mento al mare
che tender pare alle onde
Ne' giorni folli distesi
come sassi rombanti dai
dirupi che temon la sabbia
Stanno abbracciate al vento
ché più non può giungerle
al sole arbusto di gloria
Le caparbie radici contro
ai flutti sciolgono spedite
e di rombo fan suono di cetra
Candida messe delle acque
maestosa ti frangi fra le
rocce e del mare fai un'opale
All'alba ed al tramonto
neonati e vegliardi son eguali
ché il tempo non li divide
Il crepuscolo ruba dal ciel
le rosee volute, e le confina
tra le gocce che s'affollano
Di tal scrigno a te affidò
la chiave, te che dagli
anfratti timida fai capolino