Ad E XXXVI
Beveria le tue lacrime
volentieri anche si fossero
il più amaro dei fieli
ché non placa il mio desio
un tuo ricordo, una tua parola
Io le veggo placide uscir
dai tuoi occhi e scorrere
ruscelli di montagna
e ogni solco rovistare
con grazia e lena
Vorrei a valle
di tal'acque dissetarmi
e le mie dita bagnarvi
poscia che del tuo bel viso
intrise esse fossero
Ogni tua sofferenza
affogherei, et non temo
per me; ché pur di vederti
gioire del fuoco
di mille fiamme brucerei
Dolore infame mi riservò
l'infausto destino,
lontano dalle tue braccia
in eterno muoio
e nell'attesa risorgo