Ad E XXXV


Le tue labbra sono
come petali di rosa
dischiusi intorno
al caldo utero
della tua bocca

Ed il tuo sguardo
fé tramontar dì
ed alba sorgere
e rami di luce
dipanarsi inquieti

Ché Giove mai osò
porre nel firmamento
stella sì luminosa
tu che la notte
face sentir men sola

Né il puto erronico,
dacché una selva
di dei nasce ogni dì
e muore ogni sera
sol per ammirarti

Nei tuoi occhi
mi fé nume anch'io,
e uso forza e vigore
per riscattar il diritto
d'esser unico a vederti

Ch'io sempre vorrei
seguir i tuoi passi
e bever l'aria
che calda si fonde
dal tuo respiro

 

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