Ad E XXXIII
Guardo le tue foto
ed è forse ansia
di non vederti
ché tanto tempo è passato
eppure d'esso metro sono ore
Che il mondo mi trattenga
dalla lucida follia
e mi preservi savio;
da me non nasce
che un pensiero terso
e che illumina fino
a stordire le menti
Ché non so spiegarmi,
ma dalle tue pupille
un vortice m'attira
e mi trae a te
e smetto di viver
tra queste tre mura
per venire al tuo fianco
e della tua bellezza
ammirare gli effluvi
che da sì atroce distanza
perdendosi si vanno
E delle tue labbra
sento il sapore
e dei tuoi capelli
ammiro estasiato
il nitore e la fulva massa
tinta di seta
Sulla tua fronte stenderei
una selva di baci,
e credermi a te vicino
mi rende la luce meno dolorosa