Ad E XXV


Restò immobile alle porte della notte
ed un sussulto gli traversò le membra
allorchè prese a respirare l'aria
intrisa di odori floreali e convulsa
accarezzate da lei le sue braccia
e gli occhi colorati di uno strano nitore

Tumulto intestino si accese e divampò
nell'erba odorosa ululante di rabbia
e nell'acqua salsa che sulle rive
del mare giocoso disegnava trame
come serpi su un telo bianco di lino
e nelle ombre di un chiarore vitreo

Come tronco lacerato da scuri selvagge
o giorno di nebbia opaca e soffocante
trattenne a stento un singulto
ed uccise muto dentro di sè un universo
unico conforto gli restò la rugiada
che dolce scese a lenirne le piaghe

Sappi tu che la purezza
muore e rinasce per te
ogni giorno ed ogni notte
come la brina sui rami
dopo la neve maestosa
che tutto spegne, anche l'amore

 

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