Ad E XXIX
Ho abbracciato il freddo
della notte orrenda
fino a bruciarne
pur di vederti
E' una bramosia di gelo
questo amore incompreso
ché pure popolo di sogni
e di illusioni infrante
Sogno di te
e la mente mi si tappezza
d'un velluto purpureo
che mi richiama al tuo viso
E' un pallore soffocante
quello delle tue labbra;
volentieri berrei
a tal fontana di morte
Quel che ti dico
spesso non sa cos'è
ché non è dato al cuore
di tangere la mente