Ad E XXIV


Al mattino,
quando già alto il sole
tra i covoni di grano
si diletta a giocare
a nascondino,
caldo s'alza il vento
e a me porta libertino
il tuo profumo

Poter essere
aria dolce d'estate
e sempre stringerti
nel mio abbraccio;
anche nebbia d'inverno
tra le colline echeggianti
e sereno soffocarti
con il mio bacio

Non essere
null'altro che silenzio
e fredda distanza;
non abbracciare che te
in qualsiasi altra donna
senza mai cingerti
e far giacere le nostre
guance nel loro rossore

 

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