Ad E XXII
Ti abbandonai in un breve tempo
al tuo destino ed alla tua sofferenza,
non curandomi che di me stesso
Paura ebbi, forse, delle tenebre
da cui ansante e con dolore uscii
tanto da temere l'abisso in te
E tu, come rose non pił curata
dal suo amorevole giardiniere,
e bruciata dal sole ingrato
Appassisti senza la cura
delle mie, seppur vane, parole;
ed in silenzio torno a nutrirti di me