Ad E XLVII


Vorrei tendendo la mano
incontrare la tua
ed assaporarne il dolce
e caldo abbraccio

Ma uno sguardo teso altrove
mi ruba la luce di soppiatto
mutando un sole in inverno,
uccidendo l'Aprile
dei nostri corpi vicini

Qualche volta lo sento,
il miele delle tue parole
scendermi lento lungo il viso
e fermarsi sulle labbra

E penso che mi è data
una felicità immensa,
più d'ogni speranza
ed oltre ogni merito

Eppure questo vino
è amaro e quasi
mi disgusta, ché
solo io riesco a berne

A te forse resta
il fondo della coppa
che amorevolmente riempio
delle mie parole

L'edera sale lesta
e tende le mani al cielo
ma per quanto s'affanni
mai arriva a toccarlo

 

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