Ad E VI
Il freddo.
Un'idra di luce
muove assennata
le sue teste
tra i palazzi
I rami
avvolti nei loro
mantelli di vento
ansimano
Vorrei che tuffandomi
tra le onde
potessi incontrare
le tue braccia
e stringerti a me
Memoria
della mia vita
e cura
di tutti i mali
Ultimo legno
per il naufrago
in tempesta.
Canto dei passeri
al mattino
e del silenzio
di notte
Sulla tua pelle
muoiono cuori
e nei tuoi occhi
nascono universi
Mille volte
per poterti rivedere
calerei come Orfeo
agli inferi
Esile ramoscello
entra nel mio cuore
e fallo librare
in alto
tra le nuvole
Permettimi,
se ti č gradito,
di volgerti lo sguardo
e spegnermi potrņ
felice
Scorda tutti gli affanni,
come io eclisso in te
i miei,
e mostrati a me
in tutto il tuo splendore