Ad E V
Regna l'inquietudine
Un silenzio docile
osserva il vento
Ronzii di lampade decadenti
dondolando colano a picco sul mare
Polvere di stelle
si nasconde sotto una coperta di nebbia
Un faro in lontananza
ticchetta nervosamente
con le nocche sull'oscuritą
Orione lascivo solletica i miei occhi
frustando lacrime solitarie
La luna dorme accecata
dalla calma immobilitą
di luci artificiali
Sugli scogli sbatte furiosamente
il suo pugno la notte
Ti giunge scura mia cara
questa eclissi dei sensi
Vorrei affogare i miei occhi
nel tuo sguardo
per ammirare una infinitą di costellazioni
E non ti sovvengano silenziose
come questa sera d'inverno queste parole,
poichč abbagliando il buio
io urlo: ti adoro