Ad E LVIII


Che posso più, se poi che
al dì stretti i suoi raggi
sulla tua pelle impreco
e lamento questa sera
lunga a venire nei tempi?

Tessuti centinaia di canti
sul tuo lento incedere
nella mia solitaria vita
m'astiene chissà l'orgoglio
dall'esserne protagonista

Languide strette di carne,
baci colorati di timore,
labbra serrate d'incomprensione
mai ti cinsi senza pensiero
e senza esitazione

Ché m'appari tanto avvenente
da toglier fiato alle membra;
ché la mente incessante
mi rubò l'anima per i tuoi occhi
e spregiante me la mostra ancor

 

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