Ad E LVII


Tra le sere d'inverno qualche fuoco
lontano stendeva sulle tue gambe
il borbottare di rosse scintille
e dipingeva il tuo viso latteo
di bagliori di stelle puntute

China sui tuoi pensieri, le labbra
fredde di morte e socchiuse, stavi;
lanciavi su noi mortali dal tempio
della tua disperazione lacrime
che per miracolo salivano al cielo

Sė che non ci giunsero chiare, nč
forse sapemmo alfin ascoltare;
tu, consunta dalle pene ti spegnevi,
come lume a cui tolta l'aria
geme roco e sparisce nel buio

Forse mai ti capii, forse t'intendevo
ma eri la voce dei miei pensieri;
eppur seppi attendere ed al momento
giusto t'accesi, e tu lieve t'innalzasti
come farfalla che abbandona il bruco

 

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