Ad E LVI
Quand'ogni luce spenta
rilassa l'aria dolce
e fresca dei campi
cui raccolto miete la sera
Quando pena ebbi
a gravar le membra
e penna grezza
da non scrivere
M'apparve tersa
acqua di ruscello
non funesta di mulino
come ragliante fuoco
Io m'andavo per ogni dove
fuggevole gioia m'entrò
mai mi lasciò per tal'ore
che parvero sì anni
Orgoglio mi rubò
con ali d'invidia
ogni gioia nel vederti
tu, raggiante e splendida