Ad E LIII
Braccia che ti serrano
sguardi che ti seguono
voci che ti chiamano
quante ne senti
Delle mani mie la dolce
violenza nello sfiorarti
nel liberarti della forma
Soffrono. Soffrono
per non poterti avere,
ti cercano blu
riflesso in un pantano
Della stessa mota intriso
l'empio mio cuore
ange storpio d'amore
Spiccate le carni
da gena nel tremore
che s'attarda ai tempi
umědi e mesti
Dell'ombra il sorriso
né discerne il colore
albe e sere confonde
Triste e debole digiuno
a suon di chiavi
batte ferree le ore
cerca, attende, non trova
Pascersi delle distanze
mai fece diletto
eppur schiudo le labbra
forse triste riso